Dio vuole misericordia

Con questa Domenica inizia un nuovo anno della Chiesa, inizia il tempo dell’Avvento che ci porta, cari amici, a vivere insieme il Natale, non come la festa dei buoni sentimenti ma la festa della Misericordia.. “Dio non ha voluto lasciare sola l’umanità e in balia del peccato”

Per salvare il Natale dobbiamo riaprire i vangeli. Si tratta di passare dal Natale finto, festa di compleanno senza festeggiato, al Natale vero, attraverso quel gesto destabilizzante che i Vangeli chiamano conversione.
Non viviamo tempi facili, lo scoraggiamento è alle stelle, la violenza pure. Viviamo tra una dilagante povertà, affetti frantumati e paure di amare e tutto questo ,amici cristiani , rischiano di crollarci addosso e di arrenderci.
La paura e l’apatia, a volte inquinano le nostre vite e le nostre comunità, sembra prevalere il forte e l’arrogante, ci sentiamo come pesci fuor d’acqua. e Gesù ci dice, quando accade tutto questo: “alzate lo sguardo.”

Le fatiche e le prove della vita, sembra dirci il Signore, sono lì apposta per farci crescere, possono diventare un trampolino di lancio, devono aiutarci a conoscere il senso segreto delle cose, il mistero nascosto nei secoli.
Sono le parole di Gesù, nel Vangelo di Luca che ci guideranno in questo avvento e tutto l’anno, ci guidano a vivere nella fede del Signore in mezzo al mondo, parole di consolazione e di speranza, di fronte alle tribolazioni e alle tristezze della vita.
Gli stessi avvenimenti che disorientano gli uomini, sono per noi cristiani il segno che l’ora della salvezza si avvicina.

Dietro tutte le peripezie, per quanto dolorose possano essere, potremmo scoprire il Signore che annuncia la sua venuta, la sua redenzione, e l’inizio di una nuova era.
La venuta del Signore non è considerata come una cosa vicina nel tempo.
I cristiani devono pensare che la storia dura a lungo, fino alla creazione definitiva del Regno di Dio. È necessario dunque che essi abbiano un’attitudine paziente di fronte alle avversità, e perseverante nel cammino che li conduce alla vita piena
Il vangelo ci mette in guardia contro il pericolo di rilassarci nel quotidiano. Bisogna restare vigili, in preghiera, e chiedere forza, perché ogni affanno terreno cambi i cuori, distragga il pensiero e impedisca di vivere, senza angoscia né sorpresa, l’attesa gioiosa del Signore che è misericordia e vita nuova.
Come il grano caduto in terra feconda la terra, così l’Avvento feconda la nostra vita per sbocciare a Natale in una festa di luce. Necessitiamo, urgentemente, di riappropriarci del Natale. E questo può avvenire soltanto con l’interiorità, con la preghiera e la meditazione. Un mese è poco, lo so, ma possiamo farcela. La missione è una sola: vivere il Natale, finalmente, da cristiani. Convertirci, a partire da noi stessi, perché a Natale davvero possa ancora nascere Dio nei nostri cuori.
E allora a tutti noi Buon Avvento!

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